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La difesa costiera e la via dei cavalleggeri

Il problema della sicurezza della costa livornese e conseguentemente del Granducato, che  nel corso del XVI secolo, fu teatro di ripetute incursioni da parte dei pirati barbareschi, al servizio dell’Impero Turco, che attaccavano le imbarcazioni mercantili e depredavano le località costiere facendo prigionieri e schiavi, fu affrontato dal granduca Cosimo I de’ Medici con tre importanti interventi: la costituzione nel 1561 di un corpo scelto di cavalleggeri: armati alla leggiera, che costituisse una sorta di pronto intervento, veloce negli spostamenti a terra tra i vari punti di stanza delle diverse guarnigioni, la principale delle quali aveva stanza a Livorno nell’omonimo: forte dei cavalleggeri; il riattamento di alcune strutture preesistenti e la costruzione ex novo, a partite dagli anni ’60  del secolo, di circa sessanta fra torri, forti e posti armati, dislocati strategicamente lungo la linea di costa dello Stato, da nord a sud e sulle isole dell’arcipelago toscano, e infine, l’apertura di una strada militare di collegamento fra tutte queste postazioni di controllo e difesa, che  svolgevano anche un importante servizio di carattere fiscale, per evitare sbarchi di merci non autorizzate, l’espletamento di misure atte alla profilassi sanitaria, in particolare per impedire l’avvicinamento alla costa da parte di navigli infetti o ritenuti tali, in occasione delle ricorrenti epidemie di peste, e dovevano impedire l’espatrio non autorizzato di sudditi del granducato o l’immigrazione clandestina di soggetti indesiderati.

In particolare, nel tratto di costa per la cui tutela si è costituita la nostra associazione, sono dislocati il forte di Antignano, le torri del Boccale, di Calafuria e del Romito. Queste strutture superstiti di un ben più nutrito sistema difensivo, nel tempo perduto per la trasformazione d’uso seguita alla dismissione, le vicende belliche, l’abbandono e l’incuria, sono ancora oggi, potenzialmente collegate dall’antica strada dei cavalleggeri, che per la sua stessa natura di percorso di avanscoperta, era stata progettata e realizzata a un’altezza pressoché costante sul livello del mare, per consentire una comoda ispezione di tutta la costa. La strada, in alcuni tratti suggestivi è ancora leggibile e in parte percorribile a piedi, mentre in molti altri potrebbe essere facilmente riscoperta, restaurata e messa in sicurezza, permettendo una fruizione pedonale che unirebbe al percorso storico quello naturalistico e paesaggistico.

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