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Rami di corallo morto dispersi sui fondali

Dal sito de “iltirreno.it”

I sub ribadiscono l’allarme: «Quel Rov usato maldestramente distrugge tutto» E arriva la mozione di Sel: «Il sindaco firmi un’ordinanza cautelativa di divieto»

 

LIVORNO. «Guardate quei rametti di corallo, strappati malamente dalla parete e caduti sul fondo, morti, destinati ad essere spazzati via dalla corrente». Letizia Marini è scesa fino a 43 metri domenica mattina. Voleva ammirare come ogni giorno in cui il meteo glielo consente, l’ambiente sottomarino di Calafuria. Ma negli abissi in cui la maggiorparte di noi non sognerebbe mai di scendere ha trovato la sorpresa che non avrebbe mai voluto trovare: pezzi di corallo distrutto. Da chi? Troppo facile in questi giorni di polemica e di accuse, puntare il dito contro i due pescatori sardi che da un mese hanno avuto la licenza per la pesca nelle acque livornesi e sidedicano per tutta la giornata, cinque giorni alla settimana, alla caccia al corallo rosso. Sono stati loro? Marini e i suoi amici dell’Archeosub Labronico non hanno grossi dubbi: «La certezza non l’abbiamo ma sono scene che non si vedono tutti i giorni sulla cigliata. Ci siamo confrontati anche con alcuni esperti e l’impressione che l’utilizzo maldestro di un Rov, anche solo calato per ispezionare i fondali e non per pescare, potrebbe aver strappato quei rami», continua Marini. E un sub non potrebbe essere stato? «Sì potrebbe, magari muovendosi in maniera elefantesca, ma sull’attenzione che portiamo noi per quest’ambiente non ho dubbi. Non posso dire altrettanto per chi di professione cerca corallo senza badare tanto alla ricchezza dell’ambiente». Di rametti distrutti ce n’erano molti, assicura Marini. La sua associazione, come quella della Costiera di Calafuria e quella del Diving di Quercianella, continua a bussare alla Regione e al Comune sperando in una presa di posizione forte. E proprio in Comune è apparsa la prima mozione dopo l’allarme scattato sabato sul Tirreno e divampato nei giorni precedenti sui siti specializzati di sub. A proporla Lamberto Giannini di Sel. «Chiediamo una legge immediata da parte della Regione per evitare lo scempio del saccheggio di corallo che avviene nella zona marina vicina a Calafuria, reso possibile dalle maglie larghe degli strumenti legislativi attuali – dice Giannini -. Invitiamo il sindaco ad una ordinanza cautelativa di divieto temporaneo vista la non completa prevedibilità e la drammaticità della situazione in essere. E chiediamo un aiuto straordinario alla capitaneria per verificare se esistono strumenti di persuasione o di fermo della pesca di coralli».

Giulio Corsi

20 marzo 2012

 

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