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Considerazioni sul ripascimento spiagge a Quercianella

Di seguito pubblichiamo la lettera inviata da cittadini al Comune di Livorno.

 

 

Quercianella, 4/06/2012
                                                                                                    Spett. Comune di Livorno
                                                                                                    Assessorato al demanio del Comune
                                                                                                   C. A. Valter Nebbiai
Oggetto: Considerazioni sui rischi dei lavori di escavazione del torrente Chioma e ripascimento spiagge Quercianella

Egregio Valter Nebbiai,
scriviamo la presente lettera in rappresentanza di un nutrito gruppo di residenti, villeggianti ed appassionati frequentatori di Quercianella, seriamente allarmati dalle operazioni di smaltimento, autorizzate dal Comune di Livorno, del materiale che ha interrato negli anni scorsi il porticciolo del Chioma.

La necessità di escavare la foce del fiume Chioma appare evidente e le motivazioni che hanno accompagnato l’operazione di ridistribuzione del materiale sul tratto costiero di Quercianella, nel suo complesso ci sono chiare: arginare il fenomeno dell’erosione e conseguente compensazione tramite ripascimento delle spiagge.
Altrettanto chiari ci paiono però i disagi, presenti e futuri, che temiano si verificheranno; non utlimo l’aver avviato i lavori ad inizio della stagione turistica.

Ci conforta aver appreso dai quotidiani che tutte le analisi chimico-fisiche e tossicologiche siano state accuratamente effettuate sebbene, rispetto a quanto letto, il materiale depositato tutto sembri tranne che materiale lavato e morfologicamente equivalente a quello preesistente.
Ci sono inoltre, alcuni aspetti di impatto ambientale sul breve-medio termine che auspichiamo abbiate attentamente considerato:
– rischi collegati alla qualità, alla trasparenza dell’acqua e alla fruibilità balneare nei mesi di maggio/giugno/luglio 2012: Il materiale utilizzato proviene da un botro fangoso a valle di un grande depuratore fognario e recuperato all’interno di un porto.
Non a caso le operazioni di dragaggio portuali sono generalmente assimilate a quelle di smaltimento dei rifiuti speciali ed affidate a società specializzate che sottopogongono il materiale ad accuratissimi lavaggi prima di poterlo riutilizzare, al fine di bonificare l’inevitabile concentrazione di idrocarburi.
– rischi collegati alla modificazione del fondo marino: è ragionevolmente certo, come dimostra la letteratura in materia, che il materiale di rinfoltimento, in gran parte di piccola pezzatura e molto differente da quello originario, si sposterà vari metri in avanti rispetto al suo posizionamento per effetto di maree, onde di risacca, libecciate e sarà destinato all’inesorabile rapida erosione progressiva.
– rischio di interramento sul medio lungo periodo del botro Forconi o, peggio ancora, del porticciolo di Quercianella.
– rischi collegati alla modifica delle correnti marine con conseguente pericolo di peggioramento delle condizioni che favoriscono l’esercizio di numerosi sport acquatici tradizionalmente praticati in questa zona (windsurf e surf da onda su tutti).

Sebbene noi per primi auspichiamo che le preoccupazioni sopra elencate siano state valutate, il nodo cruciale su cui ci preme porre l’attenzione per il futuro è il maggior riguardo che tutti i provvedimenti destinati a questa zona, in modo particolare quando prevedono interventi in mare, necessitano.

Siamo convinti che il tratto costiero da Antignano a Castiglioncello debba ambire alla messa in atto di soluzioni che vadano sempre più nella direzione di una sua totale preservazione.
Crediamo che la sua vocazione debba semmai essere quella del “Parco Marino Protetto” con conseguente forte limitazione di tutte le attività (dalle più alle meno invasive) che possano avere impatto su fondali, correnti e ambiente marino in generale.

La nostra preoccupazione è quella di evitare una potenziale “reazione a catena” che, con l’obiettivo di mantenere o guadagnare qualche metro di arenile e qualche dozzina di ombrelloni, determini un’escalation di attività come ripascimenti, dragaggi, realizzazione di dighe frangiflutti, dighe soffolte, ampliamento delle barriere già presenti o altri pesanti interventi strutturali futuri.

Ci attiveremo pertanto, in affiancamento alle varie associazioni già presenti sul territorio (se disponibili) o costituendone nuove, per innescare movimenti di pressione che abbiano come obiettivo il monitoraggio e la difesa conservativa di un litorale marittimo che crediamo debba veder salvaguardati, proprio come valore aggiunto, la scarsa accessibilità e la sua naturale imperfezione, compresa quella determinata dagli ineluttabili fenomeni erosivi.

Grazie per l’attenzione,

Stefano Musumeci e Stefano Marini

PS: La presente è stata inoltra per conoscenza a numerose associazioni, enti, quotidiani on line a al giornale Il Tirreno.

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