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Il ripascimento delle spiagge di Quercianella

La gestione della fascia costiera può comportare la realizzazione di interventi con immersione di materiale in mare (ripascimenti stagionali, ripascimenti strutturali, opere rigide di diversa natura come ad esempio barriere o pennelli): tali operazioni assumono rilievo ambientale in quanto possono influenzare la qualità delle acque marine costiere e delle biocenosi di maggior pregio ambientale.

L’estate passata ha visto il litorale tra il Romito e Chioma interessato ad un processo di movimentazione di sedimenti; l’escavo del porto canale del Foce Chioma e la successiva immersione dei sedimenti in tre spiagge lungo il litorale di Quercianella. L’immersione deliberata in mare di materiale di escavo dei fondali e dei terreni litoranei emersi, nonché la movimentazione dei fondali marini è disciplinato dall’articolo 35 del D.lgs 152/99 e dall’articolo 109 della legge 152/20061.

In considerazione degli effetti prodotti da tale attività, molti cittadini hanno manifestato la lorodisapprovazione e l’Associazione Costiera di Calafuria, sensibile per statuto a tutto quello cheaccade lungo questo litorale ha cercato di mettere in risalto alcune criticità emerse durante leoperazioni. Grazie all’interessamento del nostro socio Stefano Musumeci, queste complicazioni sono state esposte all’Assessore Nebbiai e al suo dirigente tecnico Dott. Lenzi, in un incontro avvenuto giovedì 13 cm.

Senza scendere nel dettaglio, abbiamo indicato agli amministratori quello che, durante le operazioni di dragaggio e ripascimento, ci è sembrato non corretto o affrontato in modo superficiale suddividendo il documento in fasi distinte che di seguito riportiamo in modo da contestualizzare in modo ordinato ogni nostro dubbio.

Porto Foce del Chioma – Il porticciolo situato alla foce del fiume Chioma necessitava, ormai da alcuni anni, di un dragaggio importante allo scopo di raggiungere nuovamente il battente riportato nei portolani e pari a 2,5 metri di profondità. Ormai, in alcuni punti del porto canale il fondale emergeva dalla superficie limitando il passaggio delle barche solo in alcuni punti.

Spiagge di Quercianella – Con questo termine si identificano tre piccole spiagge presenti lungo il tratto di costa di fronte all’abitato di Quercianella costituite principalmente da ghiaia e ciottoli. Le tre spiagge possiamo farle coincidere con il nome dello stabilimento balneare che vi si affaccia:la spiaggia dello Stabilimento balneare dei Paolieri a sud e quella del Rogiolo a nord. Al centro esiste invece una spiaggia libera che negli ultimi anni è stata attrezzata da privati e conosciuta con il nome di “La Spiaggetta”. I tre arenili, nel corso degli anni, hanno continuamente modificato la loro ampiezza in modo ciclico fino a circa 20 anni fa quando, all’epoca, fu permesso al proprietario dell’allora Bagni Tirreno, adesso Cala Bianca, di ampliare enormemente il proprio piazzale. Questa costruzione ha modificato le correnti marine locali che, se non conosciute in modo scientifico (non sono mai state fatte campagne di studio sul regime correntometrico da nessuno) sono ampiamente visibili i loro effetti: un lento ma continuo fenomeno di erosione nel tratto a nord della spiaggetta dei Paolieri al confine con i bagni Cala Bianca e un lento ma progressivo insabbiamento del Porticciolo di Quercianella a causa del sedimento spostato.

Dragaggi e ripascimenti – Queste operazioni ormai sono consuete su tutta la penisola e in particolare nella nostra regione a causa del fenomeno dell’erosione costiera che interessa gran parte del litorale costiero imponendo notevoli sforzi economici per contrastare il fenomeno.

Le cause dell’erosione costiera sono molteplici e tra le più importanti c’è la regressione delle praterie a Posidonia oceanica. Questa pianta marina rappresenta una “comunità climax” caratteristica dell’infralitorale Mediterraneo che svolge funzioni insostituibili nell’ambiente marino costiero. Le principali e più importanti di queste funzioni possono essere riassunte in:
a) stabilizzazione del fondo marino per mezzo dello sviluppato apparato stolonifero e radicale;
b) diminuzione dell’impatto delle onde sul litorale sia attraverso l’azione frenante delle “matte” sia attraverso la formazione dei “banquettes” costituiti dalle foglie morte accumulatesi sulle spiagge
c) elevata produzione di ossigeno attraverso la fotosintesi che contribuisce in maniera cospicua alla ossigenazione del mare;
d) elevata produttività globale che si traduce nella formazione di una importante biomassa vegetale.

Gli altri fattori che incidono attivamente nel fenomeno dell’erosione sono la cementificazione della costa che modifica il regime correntometrico con eccessivo scalzamento in alcune zone ed aumento di sedimentazione in altre e la rettificazione dei corsi d’acqua dolce che genera un aumento sproporzionato della velocità dell’acqua fino a provocare delle piene distruttive e il successivo intorbidimento smisurato dell’acqua fino anche a centinaia di metri dalla costa. Per contrastare questo fenomeno le amministrazioni possono agire in vari modi ma sicuramente quello più importante sarebbe bloccare la causa della regressione della Posidonia oceanica cercando di limitare la sua perdita. Negli ultimi anni si è cercato anche di andare a recuperare delle zone di fondale che sono state private della pianta utilizzando dei progetti di riforestazione della pianta stessa in modo da ripristinare il fondale autoctono con successi, al dire il vero, altalenanti.

Ovviamente le attività sopra esposte richiedono uno sforzo scientifico ed economico importante e quindi le amministrazioni, spesso, tendono a passare al ripascimento della spiaggia sottoposta all’erosione utilizzando materiale proveniente da siti: tale materiale deve essere attentamente controllato sotto tutti i punti di vista in particolar modo per quanto riguarda la granulometria.

Le operazioni di ripascimento devono essere effettuate solo con materiale idoneo e quindi le soluzioni sono solo due: o viene scelto il sito da dragare in base al tipo di composto presente sulla spiaggia da ripascere oppure si cerca una spiaggia adatta a ricevere il materiale dragato. Ogni altra scelta è una forzatura che creerà sicuramente un danno ambientale.
Purtroppo capita che per trovare la soluzione per smaltire del materiale proveniente da operazioni di dragaggio (tale materiale è definito rifiuto) si crei un falso problema: una spiaggia vicina sottoposta ad un irreale fenomeno di erosione costiera che necessità di materiale da scaricare in modo da risparmiare sui costi di smaltimento.

Dragaggio del Foce del Chioma – La scelta di dragare il porto canale è stata più che giusta a causa del suo insabbiamento ormai eccessivo. La normativa che regola questo tipo di attività è ormai standardizzata: analisi da fare, metodi di campionamento e strumenti e attrezzatura da utilizzare. Se il battente da ripristinare all’interno del porto canale era di 2,5 metri e in alcune aree la profondità
era diventata ormai di pochi centimetri, il metodo di campionamento del sedimento da dragare è il “carotiere” che permette di raggiungere gli strati più profondi. Da quanto ci risulta non è stato effettuato il campionamento con il metodo del carotaggio: come mai? Seconda domanda: come è possibile che sedimento profondo 1-1,5 metri di un alveo costituito da sedimento molto fine sia compatibile con il materiale che costituisce una spiaggia superficiale sottoposta a forte idrodinamismo come sono appunto quelle di Quercianella? Sempre secondo la metodologia, il materiale dragato deve essere sottoposto a lavaggio con una setacciatura ad acqua e il materiale che passa al setaccio deve essere poi portato in discarica poiché rifiuto: ci risulta che il materiale dragato dalla ruspa veniva “inzuppato” un paio di volte direttamente nel punto in cui veniva prelevato e poi caricato per essere trasportato al sito del ripascimento: perché non è stato trattato come da normativa?

Ripascimento delle spiagge – Effettivamente la spiaggia dei Paolieri al confine con lo stabilimento Cala Bianca non proteggeva più in modo corretto la struttura in cemento adibita a passeggiata obbligando la proprietà ad agire per salvaguardare la struttura. L’ipotesi del ripascimento, quindi, poteva essere corretta ma non siamo d’accordo sul materiale che è stato usato e sul periodo in cui è stato effettuato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: pennacchio di intorbidimento prolungato che si spinge fino a circa 200 metri dalla spiaggetta e intervallo sempre più lungo affinché tale sedimento in sospensione si depositi nuovamente sul fondale causando un secondo problema, cioè il soffocamento degli organismi appartenenti del benthos.

“La Spiaggetta” – Questa limitata zona di spiaggia di ghiaia e ciottoli ha subito da sempre una modifica della sua ampiezza poiché protetta in modo minore rispetto alle altre. L’allarme pubblicato pochi giorni fa sugli organi di stampa di una spiaggia di Quercianella scomparsa a causa delle recenti mareggiate è una notizia che non corrisponde alla realtà, infatti in questi giorni la spiaggia si
presenta di una larghezza maggiore rispetto a molti giorni estivi.

Osservazioni – La protezione della costa e delle proprietà presenti deve essere giustamente una priorità per l’amministrazione; ripascimenti ma anche costruzioni più complesse come dighe e pennelli devono essere prese in considerazione se il risultato porta ad una sicurezza delle proprietà private e pubbliche. Quello che però deve essere fondamentale è che tali operazioni devono
essere condotte con una pianificazione antecedente alle operazioni vere e proprie con studi di correntometria ed ispezioni del fondale marino allo scopo di individuare l’eventuale presenza di emergenze ambientali e trovare la soluzione migliore per combattere il fenomeno dell’erosione che non è detto sia sempre il ripascimento.
Dobbiamo anche contestualizzare l’ambiente “Quercianella”: la località è piuttosto limitata sia come arenili sia come urbanizzazione. Proteggere le strutture “storiche” e ormai incastonate nel tessuto del paese è un’azione sacrosanta ma cementificare un tratto di costa al fine di creare una spiaggia attrezzata non sembra corretto dal punto di vista ambientale. Anche l’aspetto sociale desta preoccupazione: spiagge, un tempo libere a tutti gli effetti, raggiungevano in modo naturale un equilibrio mentre le così dette spiagge attrezzate attirano qualche centinaio di persone che si riversano in una piccola comunità balneare con un impatto disastroso La mancanza di parcheggi, l’aumento del traffico veicolare, quello dei rifiuti, dell’inquinamento acustico sono solo alcuni degli aspetti che stravolgono una comunità già di per se sotto pressione a causa di una strada a grande circolazione che taglia in due il paese e ai fenomeni alluvionali che hanno colpito ultimamente il centro abitato.
Una gestione più razionale ed un incentivo al divertimento e al benessere dei cittadini è un auspicio per tutti ma, Quercianella è ammirata da tutti grazie alla sua semplicità: le verdi colline, il mare azzurro, gli scogli, il vento teso di maestrale nel primo pomeriggio, le onde selvagge….stravolgere questa “comunità climax” è pericoloso e il rischio può essere affrontato solo se è a repentaglio l’incolumità dei cittadini e delle loro proprietà.
L’Associazione ha la presunzione di possedere una caratterizzazione, competente, pacata, riflessiva e propositiva: la necessità di rinforzare le difese del Porticciolo di Quercianella deve essere messa in agenda da parte degli Amministratori come pure la rifioritura dei pennelli a difesa del tratto stradale ma invitiamo gli organi competenti a farsi consigliare da chi Quercianella la vive sotto tutti i punti di vista.
Tale invito è stato ben accettato da parte dell’Amministrazione e quindi siamo in attesa sia delle risposte alle nostre domande tecniche sul ripascimento avvenuto sia della convocazione ad un tavolo tecnico riguardo futuri interventi che, ci hanno assicurato, non contemplano nessun altro tipo di apporto sedimentario, almeno per adesso……
Ultima osservazione ma non per questo meno importante viene dal mondo scientifico: il fondale marino del tratto di costa di Calafuria è uno tra i più studiati dalla comunità di biologi marini grazie al popolamento a coralligeno che colonizza il fondale. Numerosi fattori stanno incidendo negativamente sulla sopravvivenza di questo delicato ecosistema: l’inquinamento proveniente dal porto di Livorno e dal sito industriale di Rosignano Solvay e la pesca indiscriminata sicuramente rappresentano motivi di grande preoccupazione ma la causa più pericolosa per i fondali di Calafuria è l’eccessiva sedimentazione. Il grande incendio degli anni 90 continua a far vedere i propri effetti
dopo ogni pioggia, provocando un forte dilavamento di materiale terrigeno dalle colline, come purele piene dei torrenti presenti lungo il tratto costiero in esame. Se a questi fenomeni aggiungiamo anche i ripascimenti delle spiagge con materiale non idoneo il risultato è un aumento di sedimento in sospensione che distrugge i fondali e peggiora la qualità dell’acqua anche in vista dei controlli
della balneazione.

Conclusioni – Ormai riparare quello che noi consideriamo un danno prodotto dall’attività di ripascimento effettuato con materiale non idoneo è impossibile; tale operazione però deve essere di esempio negativo e monito sulle future attività programmate a Quercianella e lungo tutto il litorale di Calafuria. Nessuno è in grado di dire se in futuro sarà necessario fare altri interventi oppure addirittura una diga soffolta, ipotesi ventilata ma solo a scopo intimidatorio, ma tali iniziative dovranno essere attentamente valutate da tutti gli interessati e l’Associazione vuole essere protagonista in questa attività di controllo e monitoraggio.

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