Associazione Costiera di Calafuria Livorno
Costiera di Calafuria Livorno

L’Associazione Costiera di Calafuria in partnership con aziende qualificate nel settore dell’oceanografia e della biologia marina propone il posizionamento di boe di ormeggio in alcuni dei siti di immersioni più frequentati a Calafuria. Questo avrebbe un duplice vantaggio:

– rendere più semplice, veloce e sicuro l’ormeggio della barca che trasporta i subacquei;

– evitare l’impatto dell’ancora e della catena sul fondale.

A tale scopo, sull’esempio di campi boe utilizzati già in molte altre zone, tra cui alcune isole dell’Arcipelago Toscano, il sistema prevede il fissaggio sul fondale di una piastra fissata con quattro perni nel substrato e munita di golfare a cui viene attaccata la catena.
Questa arriva al “jumper” posizionato a circa 5 metri di profondità dal quale parte una seconda catena che arriva al gavitello di ormeggio munito anche di luce autonoma. Nel caso del progetto oggetto di questo preventivo, i Jumper saranno due, per la necessità di evitare la rotazione della boa a causa della presenza di un cavo subacqueo di 90mt che dalla boa scenderà fino al modulo immerso dotato di webcam subacquea.

rappresentazione schematica della linea di ormeggio

Una volta individuato il sito di installazione la società incaricata eseguirà un survey con Operatori Scientifici Subacquei di comprovata esperienza e competenza nella valutazione delle biocenosi presenti, allo scopo di identificare il luogo migliore dove posizionare la piastra di ancoraggio; questa ovviamente non si dovrà discostare, se non di qualche metro, dal punto solitamente usato dai “diving center” per calare l’ancora.
Saranno accuratamente evitate particolari emergenze ambientali tra cui i madreporari (Cladocora caespitosa) oppure popolamenti di spugne. Inoltre sarà cercata un’area quanto più possibile pianeggiante allo scopo di ottimizzare il fissaggio della piastra.

Eseguita questa prima immersione, una squadra composta da esperti OTS fisserà le piastre.
Questa configurazione permette all’operatore di eseguire le operazioni in sicurezza, in continuo collegamento con l’assistente di superficie, con ampia riserva di aria e senza il peso delle bombole sulla schiena.
Una volta posizionati i punti fissi sul fondale, rappresentati appunto dalle piastre, attraverso palloni di sollevamento sarà messo in posizione il “jumper” che sarà bloccato a 5 metri dalla superficie.
La fase finale sarà rappresentata dall’aggancio delle catene (o delle cime) e della boa di ormeggio dotata dalla luce allo scopo di rendere visibile l’ormeggio anche di notte (qualora queste siano le prescrizioni della Capitaneria di Porto, che dovranno essere in ogni caso seguite).

Siti prescelti
La scelta del sito di installazione della boa di ormeggio e monitoraggio è stata presa dopo varie consultazioni con i Centri Diving, esperti in campo ambientali e semplici amanti del mare.
La scelta è ricaduta sul punto di immersione noto come la “Grotta del Grongo” situata di fronte a Calafuria (coordinate 43°27.761’N 010°19.700’E).
Un fattore importante nella scelta è stata sicuramente l’affollamento del sito che in questo caso riduce notevolmente l’impatto delle ancore e fornisce una maggiore sicurezza ai subacquei che si immergono in questo punto:
Il progetto può essere ripetuto per tutti i punti di immersione lungo la costa.


Manutenzione
Il sistema sarà monitorato continuamente dagli utilizzatori: scendendo lungo la linea i subacquei verificheranno, ogni qualvolta eseguiranno le immersioni, tutto l’ormeggio, dai maniglioni alla tenuta della piastra.
Questo continuo monitoraggio permetterà alla società incaricata di intervenire
prontamente nel caso ci fosse segno di qualche cedimento nella linea.
Nella stagione invernale, considerate le forti mareggiate e la riduzione del numero di immersioni, è consigliabile togliere la linea superficiale, cioè la catena che dal jumper arriva alla boa di superficie compresa quest’ultima.
I Jumper potranno anche essere lasciati in posizione essendo ad una profondità di 6 metri non provocano problemi alla navigazione da diporto, l’unica in zona.


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