Associazione Costiera di Calafuria Livorno

Che nel mare a sud di Livorno fosse presente il pregiato corallo rosso lo si rileva già dal fatto che il provveditore della città  Matteo Forestani, nel maggio 1583  scriveva al granduca a Firenze che pescatori di corallo  impegnati nella pesca  fra la torre de Mattaccini (Calafuria) e quella del Salvatore (Romito) a sud di Livorno avevano notato il passo di numerosi tonni. A conferma della presenza del corallo è la volontà  manifestata da Domenico  Aurame di Alassio e dai suoi  compagni, promotori  della risorta Compagnia del Corallo di Pisa, di  fare tentare  la pesca di corali alla Gorgona, Montenero et al Giglio a loro spese. La supplica relativa era stata inviata al granduca  nel marzo 1598, e conteneva fra l’altro la richiesta di privativa decennale della pesca del corallo, qualora avesse sortito un risultato positivo. Per iniziare  alla grande  questa nuova attività di ricerca Aurame e soci avevano  convocato  ben  ventotto  fregate  coralline, delle quali dieci erano provenzali.

Ancora nel 1751, l’intraprendente marchese Ginori governatore di Livorno, cercava di incentivare la raccolta del corallo nel mare di Calafuria, intraprendendo un singolare quanto inusitato esperimento. Utilizzando particolari oggetti in porcellana fatti appositamente eseguire dagli artisti della manifattura di Doccia di sua proprietà, il marchese sperava di vedervi attecchire sopra il corallo. Fatti gettare in mare, nei pressi della torre di Calafuria: alcuni gruppi di porcellana, per osservare in seguito che vi nascessero sopra del corallo, otto anni dopo, il torriere di Calafuria Cherubini  scriveva un rapporto sul fatto che si fosse presentato  nei pressi della torre il padrone  napoletano Giuseppe Ausilio abitante alla Cecina, venuto con la sua filuca a ripescare quelle ceramiche.  Nel dubbio che il corallaio  volesse invece pescare  corallo,  chiedeva ordini in merito al Cancelliere Baldasseroni che aveva  a suo tempo autorizzato l’esperimento. La risposta arrivata  il  16 aprile  disponeva  di:  osservare  in seguito, al recupero delle ceramiche, quelle produzioni marine,  che vi nascessero sopra,  purché  l’Aurilio  non peschi corallo, se non in quanto se ne fosse prodotto sopra i detti gruppi  di porcellana. Alla luce delle odierne conoscenze scientifiche  è da escludere che in così poco tempo  il corallo nell’eventualità che avesse colonizzato le porcellane, si fosse sviluppato a sufficienza per giustificare l’esperimento, che resta comunque un singolare ed interessante tentativo di  ampliare  le possibilità sia della pesca che della produzione del prezioso materiale, sicuramente  motivato dagli esempi  di nascite casuali  di corallo su matrici  fittili, di cui alcuni esemplari facevano bella mostra di se nelle collezioni granducali.

Ancora agli inizi del XX secolo, il professor Pietro Aloisi, ordinario di mineralogia all’Università di Firenze,  narra di aver pescato corallo personalmente prima del  1932, a dieci chilometri a sud della città, sul banco detto della  Combara, fra  Antignano e Calafuria, vicino alla costa e alla profondità di  circa trenta metri.

The presence of the precious red coral in the sea south of Livorno was known from far away. It is found from the fact that the superintendent of the city Matteo Forestani, in May 1583 wrote to the Granduca in Florence that coral fishermen engaged in fishing between the tower of Mattaccini (Calafuria) and the tower of the Salvatore (Romito), south of Livorno, had noticed the passage of many tunas. The confirm of the presence of coral is the wish expressed by Domenico Aurame of Alassio and his companions, promoters of the resurrected Compagnia del Corallo Pisa, trying to make fishing coral in Gorgona, Giglio et al Montenero at their expense. The petition had been sent on to the Granduca in March 1598, and contained among other things, the request for exclusive of coral fishing for 10 years, if he had yielded a positive result. To kick start this new research, Aurame and his mates had convened twenty-eight frigates reefs, of which ten were from Provence.

As late as 1751, the Marquis Ginori enterprising governor of Livorno, trying to encourage the collection of coral in the sea of ​​Calafuria, taking a singular and unusual experiment. Using special porcelain items made specifically by the artists of the manufacture of shower he owned, the Marquis hoped to see take root over the coral. Get thrown into the sea, near the tower Calafuria:  eight years later Cherubini wrote a report that will be presented near the tower the master Neapolitan Giuseppe capita Aid to Cecina, came to dredge up the ceramic thrown, to look after if any coral were born above. In doubt that the fisherman would take the coral fish, he called on the Chancellor Baldasseroni orders which had earlier approved the experiment. The response came on April 16 possessed: overviewing the recovery of ceramics and the marine productions which were born over there. Due to of modern scientific knowledge is not possible that in such a short time in the event that had colonized the coral porcelain, it was sufficiently developed to justify the experiment, which remains a unique and interesting attempt to widen the possibilities of both fisheries production of the precious material, surely motivated by the examples of births of random matrices of coral clay, of which some specimens were fine show in the grand ducal collections.

In the early twentieth century, Professor Peter Aloisi, professor of mineralogy at the University of Florence, says he has personally fished coral before 1932, ten kilometers south of the city, the bench said the Combara among Antignano and Calafuria, near the coast and the depth of thirty meters.