Questo e’ il testo della lettera che e’ stata inviata dall’Associazione alla Regione Toscana per sensibilizzala sulla questione
ASSOCIAZIONE COSTIERA DI CALAFURIA
via del Littorale 164
57128 Antignano (Livorno)
All’Assessore Ambiente ed Energia
All’Assessore all’Agricoltura
Oggetto: Regolamentazione pesca del Corallo Rosso in Toscana
Gentili Assessore Annarita Bramerini
Gentile Assessore Gianni Salvadori,
Gentile Dott. Claudio Del Re
Gentile Ing. Giovanni Barca,
desidero, prima di tutto, presentarVie brevemente l’associazione “COSTIERA DI CALAFURIA” – per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente marino e costiero Livornese tra Antignano e Quercianella-
L’ Associazione si è costituita il 6 dicembre 2011 a Livorno ed ha sede in Via del Littorale 164.
E’ nata dall’iniziativa di un gruppo di persone “innamorate del mare” allo scopo di valorizzare e salvaguardare l’ambiente marino-costiero a sud di Livorno tra Antignano e Quercianella.
Questo sito è di particolare interesse scientifico, oltre che paesaggistico, poiché, caso unico in Mediterraneo, registra la presenza di popolamenti autoctoni di Corallo Rosso già a partire dai 15 m di profondità. Tali popolamenti sono, da decenni, oggetto di studio e di ricerca da parte di ricercatori dell’Università di Pisa e non solo, e rappresentano, dal punto di vista genetico, un popolamento unico e ben distinto da quelli presenti in altre aree del Mediterraneo (della Corsica e della Sardegna, per esempio).
Proprio in questi giorni siamo venuti a conoscenza che la Regione Toscana non ha una precisa legislazione che regolamenti la pesca al Corallo Rosso, tant’è che la Capitaneria di Porto di Livorno, ha dovuto concedere, come previsto dalla normativa nazionale, due licenze di pesca per la raccolta del Corallo Rosso.
Come Voi certamente saprete, la sola Regione che si è dotata di una normativa ad hoc per la tutela di questo prezioso organismo è la Regione Sardegna, storicamente individuata come sito di prelievo.
Al fine di regolamentare anche in Toscana la pesca del corallo rosso ed evitare la distruzione di una ricchezza naturale dal valore inestimabile sia dal punto di vista scientifico che da quello turistico (la costiera di Calafuria attira migliaia di subacquei ogni anno che vengono ad ammirare la bellezza delle concrezioni di corallo a profondità accessibili anche ai meno esperti), Le chiediamo la possibilità di indire quanto prima una riunione della Commissione Consultiva della Pesca per predisporre un percorso che possa condurre la Regione Toscana ad allinearsi con la Sardegna e dotarsi di un regolamento simile a quello sardo che supporti concretamente la Legge pesca della Regione Toscana.
Vogliamo ricordare qui la necessità di allineamento anche con la normativa Europea (Reg. (CE) n. 1224/2009 del Consiglio del 20 novembre 2009 che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n.2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n.2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n.1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 e in particolare gli articoli 17 (notifica preventiva), 43 (porti designati) e 58 (tracciabilità).
Facciamo inoltre presente, che la legge regionale emanata dalla Sardegna ha voluto anche consolidare il rapporto pescatori-istituzioni scientifiche, favorendone la collaborazione in maniera sinergica in modo che ciascuna delle parti possa in futuro impegnarsi per la salvaguardia del corallo rosso.
Le chiediamo di indire quanto prima una riunione della commissione consultiva di Pesca per applicare la Legge della Regione Toscana del 2006 relativa alla regolamentazione della pesca, tenendo conto delle raccomandazioni scaturite dalla riunione del GFCM –FAO, tenutasi ad Aiaccio nell’Ottobre 2011, in cui si invitano tutti i paesi Mediterranei ad applicare il divieto della pesca del corallo rosso entro la batimetrica dei 50 metri e la taglia minima di 7 millimetri di diametro di base delle colonie.
L’Associazione auspica che tale sinergia possa scaturire, analogamente, da questa iniziativa, in modo da poter coinvolgere tutti gli operatori del settore interessati, ciascuno per un diverso scopo, affinché questa risorsa non scompaia dall’ecosistema marino della Toscana.
Certi di un Vostro interessamento si porgono distinti saluti
Associazione Costiera di Calafuria
Il Presidente
Antonio Heusch


